Giorni di elezioni
politiche a Corsico e la politica unanime si disinteressa
completamente dell'annoso problema del Teleriscaldamento.
Nessuno dei partiti
politici candidati alle elezioni, nei programmi elettorali pubblicati, ha posto
anche solo una menzione a questo problema, di fatto abbandonando migliaia di
residenti al proprio destino.
La beffa
Quella che invece viene
proposta è la solita narrazione ufficiale della transizione ecologica: l'attuale Amministrazione del Comune di
Corsico patrocina e pubblicizza solo i benefici della rete cittadina, celebrando l'economia circolare e la "fabbrica
green" (la storica vetreria Verallia) che cede alla città il calore di
scarto dei suoi forni. Dall'altro, ci sono i conti correnti dei corsichesi,
costretti a pagare tariffe che superano i 140 €/MWh, oltre a quote
fisse e dispersioni termiche.
La domanda che i
residenti si pongono è legittima: se la materia prima per scaldare le
nostre case è un rifiuto industriale che alla fonte costa zero, perché la
bolletta è più alta di quella di una caldaia a gas tradizionale? E soprattutto,
perché il Comune non interviene a difendere i cittadini?
La rete gestita da
ENGIE intercetta i fumi della vetreria e scalda l’acqua della rete cittadina a
110 °C. I dati tecnici sono scritti nero su bianco sia da Engie che dal Comune
di Corsico: questo recupero copre oltre il 70% del fabbisogno termico
dell'intera rete di Corsico.
Gli utenti quindi
stanno aspettando dal 2021 (anno di allacciamento alla Vetreria Verallia) il
taglio delle tariffe del 70%.
Aspetta e...spera! Dal
punto di vista economico, il Teleriscaldamento continua a essere solo un
business privato sulla pelle degli utenti.
Il paradosso delle tariffe a Maggio 2026
Mentre il gas metano
all'ingrosso (indice PSV) si attesta oggi intorno ai 50 €/MWh, e una
bolletta finita del gas per un condominio centralizzato si aggira sui 110-115
€/MWh, il teleriscaldamento di Corsico viene venduto a 140 €/MWh.
a cui si aggiungono le quote fisse e le quote di dispersione termica.
Siamo di fronte a un
cortocircuito logico: il calore derivato da uno scarto gratuito viene
tariffato a un prezzo sensibilmente superiore rispetto al gas fossile.
Quello che il Comune pubblica, ma non controlla
Se navigate sul portale
istituzionale del Comune di Corsico, nella sezione dedicata al
teleriscaldamento, troverete ampio spazio dato ai vantaggi ambientali della
centrale ex cartiera Burgo e del recupero termico di Verallia. Peccato che lo
stesso Comune si dimentichi di esercitare il proprio ruolo di garante.
Il "peccato originale": la Convenzione del 2007
disattesa
Il teleriscaldamento a
Corsico non è nato in un far west normativo. La sua realizzazione è regolata
dalla Convenzione sottoscritta il 25 luglio 2007 (Repertorio n.
51241/25781) per la concessione d'uso del sottosuolo pubblico.
Quell'atto ufficiale
parla chiaro: il Comune non doveva essere un semplice spettatore o un ufficio
marketing per il gestore privato. La Convenzione assegna all'amministrazione
comunale precisi poteri di regolazione, monitoraggio e calibrazione
delle tariffe, proprio per evitare che la condizione di "monopolio
naturale" (il fatto che l'utente non possa scegliere un fornitore
alternativo) si trasformi in speculazione.
Invece di aggiornare i
parametri della Convenzione per proteggere i cittadini, scollegandoli dalle
logiche speculative del mercato del gas, il Comune si è limitato negli anni a
prendere atto dei rincari e a pubblicare le tabelle tariffarie inviate dal gestore
e incassare gli oneri di affitto del sottosuolo pubblico. Anche
adesso che ARERA ha introdotto tetti ai ricavi transitori per il 2026, il
gestore ha buon gioco ad applicare clausole di "salvaguardia" per
mantenere i prezzi al massimo, nel silenzio della politica locale.
L'economia circolare
deve essere sociale, non solo profitto
Collegarsi alla rete di
teleriscaldamento equivale a mettersi in mano a un monopolista privato ovviamente
interessato esclusivamente ad ottenere il massimo profitto. Gli utenti, magari
poco informati o ammaliati da una informazione fuorviante sono
letteralmente presi in ostaggio da un tubo unico.
Il teleriscaldamento a
Corsico è nato come un servizio di pubblica utilità. Se il 70% dell'energia
immessa nella rete non costa nulla alla fonte e non risente delle crisi
geopolitiche del metano, la tariffa base deve crollare. Il Comune
di Corsico la smetta di fare pubblicità a ENGIE e tiri fuori dal cassetto la
Convenzione del 2007: è ora di usare quegli strumenti legali per imporre
tariffe giuste e restituire alle famiglie i benefici economici di una risorsa
che appartiene al territorio.




